Vigevano, 16/03/19 Presentazione #cucitialcuore di Francesco Cannadoro più recensione

Buongiorno readers! Oggi, per la rubrica Libri ed Editoria, ho pensato di parlarvi dell’esperienza vissuta qualche giorno fa.

Fotografia presa dalla pagina facebook della libreria Le notti bianche (qui il link) con il permesso dell’amministratore. Tutti i diritti sono riservati.

Qualche settimana fa, la mia amica Sara mi ha chiesto la cortesia di segnalare questo libro, scritto dal compagno di una delle sue più vecchie amiche. Quando ho saputo di cosa si trattava e che si sarebbe tenuta una presentazione presso la libreria Le notti bianche di Vigevano, non ho resistito: ho scroccato un pernottamento a questa fantastica amica – che mi sopporta in continuo – e ho presenziato alla mia prima presentazione (lo so, grave pecca). Sono super contenta e onorata che la mia prima volta sia stata con questo libro: #cucitialcuore – Diario di un padre fortunato di Francesco Cannadoro.

Ammetto di essere in seria difficoltà, non solo perché è la prima volta che scrivo un articolo simile, ma anche per il tema in generale. È da sabato scorso, ve lo giuro, che penso: come posso scrivere questo articolo? Come posso rendere giustizia all’evento, al libro, a Francesco e Valentina, la sua compagna, ma soprattutto a Tommi?? 
Non sono sicura che ci riuscirò, ma penso che il metodo migliore sia semplicemente raccontare ciò che ho vissuto, ciò che mi è stato trasmesso, andando con ordine (o almeno ci provo eh, l’ordine mentale non è esattamente uno dei miei pregi XD).

Essendo un articolo volto anche a far conoscere la realtà di Tommi, facciamo un piccolo riassunto delle puntate precedenti? Giusto per rinfrescare la memoria a chi li conosce e per dare un’infarinatura a chi invece non sa chi sia questo bambino.
Ammetto di non sapere molto di questa famiglia, l’ho “scoperta” da pochissimo anche io, ma sto rimediando! Quindi…

Tommaso, detto Tommi (rigorosamente con la i) è nato nel 2014. Fin da subito i genitori si sono accorti che qualcosa non andava. Dopo vari giri per ospedali, di cui possiamo leggere bene nel libro, si viene a scoprire che Tommi ha una malattia senza nome. Eh già, non sanno cosa sia, ma in parole povere si tratta del cervelletto che è atrofizzato, una condizione degenerativa.

Ogni nemico che si rispetti deve avere un nome per poterlo combattere, però. Ecco perché questo nemico viene chiamato il Drago. Questo drago sarà anche destinato a vincere, ma vi assicuro che c’è chi gli dà battaglia: la famiglia, i medici, tutte le persone che seguono da anni il blog di Francesco, ma soprattutto Tommi. È lui l’eroe che non si arrende e che con uno sguardo o un sorriso è capace di far capitolare chiunque. Sprizza gioia di vivere da ogni poro. 

Foto presa dal blog Diario di un padre fortunato (link qui) con il permesso dell’amministratore. Tutti i diritti sono riservati.

A ogni modo, spinto dal bisogno di parlare della disabilità del figlio, di sfogarsi e di confrontarsi cercando aiuto reciproco con altre persone, Francesco fonda il blog Diario di un padre fortunato e l’omonima pagina Facebook. Il blog e l’autore come persona stanno avendo molto riscontro nel web, il percorso si è ingigantito più di quanto io mi aspettassi e più di quanto io volessi, nel senso che lo scopo era fare un gruppo di persone che ne sapessero più di me sulla disabilità, scambiare informazioni […]. 

Forse non si aspettava tutto questo successo, ma tant’è che è andato anche in televisione! Eh già, è stato ospite del programma “Vieni da me” di Rai1, condotto da Caterina Balivo. Vi allego il video, in cui potrete riscontare voi stessi tutto quello di cui parlo in questo articolo!

Lo step successivo è stato proprio questo libro, che dà il via alla collana Bar Papà della Ultra Edizioni, una collana che ospiterà i libri di altri padri che vogliono raccontare le loro storie e il loro punto di vista. Il Bar Papà però non nasce solo ora, ha una storia dietro, è una raccolta di storie a tema “Papà” e tratta gli argomenti più svariati. Potete trovare tutte le info sul suo sito, questo qua

Fotografia presa dalla pagina facebook della libreria Le notti bianche (qui il link) con il permesso dell’amministratore. Tutti i diritti sono riservati.

Ma veniamo alla presentazione!

Non siamo qui a festeggiare solamente l’evento dell’uscita di un libro, ma siamo qui a festeggiare in generale la vita. 

Esordisce con questa frase il cugino di Francesco, per presentare l’evento. È una frase che mi ha colpita molto e che mi ha “perseguitata” per il resto della mattinata con loro. Come si fa a festeggiare la vita quando si sa che un bambino è destinato a soccombere al Drago? E più ascoltavo Francesco e più mi chiedevo: come fa non solo a sorridere, ma addirittura a ridere? A fare battute ecc.? E poi ho capito. Ho capito che lui e Valentina sono una squadra molto unita, molto forte, che non si abbatte, che non la dà vinta al drago non tanto perché pensano ci sia una concreta possibilità di distruggerlo, ma perché lo combattono con ogni mezzo possibile, perché se proprio deve vincere, che almeno non vinca facilmente. Ma la spiegazione non è mica solo così semplice – che tra l’altro in questa storia di semplice c’è ben poco -. Quello che è arrivato a me è che loro spremono al massimo ogni minuto del tempo che possono passare con Tommi, lo vivono al massimo delle loro possibilità, perché per piangere ci sarà tempo dopo, ora è il momento di vivere “come se non ci fosse un domani”, passatemi l’espressione anche se mi rendo conto che non è tra le più felici…

Com’è nata l’idea del libro?
L’autore racconta che quando è nato questo progetto Bar Papà che coinvolge altri papà blogger, è stato contattato da Patrizio Cossa e dalle Edizioni Ultra per scrivere questo libro e far sì che fosse il capostipite di una collana che poi includerà altri libri di altri papà.
Ovviamente la storia raccontata nel libro è la stessa che chi segue la pagina e il blog da un po’ di tempo conosce, ma l’autore non ha fatto un copia e incolla dal blog, anzi, ha riscritto e ampliato alcuni episodi. È come se fosse la versione rimasterizzata in 4K con scene eliminate e contenuti aggiuntivi di un film che avete visto negli anni ’80 e non vi era dispiaciuto. 

Ovviamente di storie come quella di Tommi in giro per il web ce ne sono, ma, secondo l’autore, e anche secondo me, ciò per cui si distingue Diario di un padre fortunato è la leggerezza con il quale vengono raccontate le situazioni, senza muovere a pietà. Con amore e ironia.

Una delle cose “nuove” che vengono raccontate nel libro è la scoperta della gravidanza, e tra l’altro, questa è una parte che mi ha fatta ridere nel libro! E non solo questa, proprio grazie all’ironia insita in Francesco, una delle caratteristiche che lo rendono una persona vera, se vogliamo, grazie alla quale rimane sempre se stesso. 
Altri episodi sono legati anche alla storia dell’autore. Ecco, dovete sapere che in corso di lettura ho provveduto a commentare il libro con Sara, la famosa amica che mi sopporta praticamente tutti i giorni. Potrà di certo confermarvi che, oltre a dire in continuazione: “Oh, ma è sfigato forte eh…”, continuavo a ripetere: “Ma come ha fatto? Quest’uomo ha avuto un coraggio incredibile”, perché quando la vita, l’universo, quello che volete, cerca di schiacciarti in continuazione, riuscire non solo a rimanere a galla, ma a venirne fuori è una dimostrazione di puro coraggio. È a volte fin troppo facile trovare scuse (e ci possono stare) per rinunciare a combattere, per arrendersi, ma vi assicuro che da quello che ho potuto leggere e vedere di persona, Francesco non l’ha fatto ed è il coraggio fatto uomo.
Ma sto divagando.

È stato davvero un incontro piacevole, che mi ha stupita veramente tanto perché davvero, non mi stancherò di ripeterlo, è una famiglia che… non so nemmeno come definirla… super speciale nella sua semplicità. 

Questo incontro alla libreria ha segnato la prima tappa del #chinottotour, perché ricordatevelo eh, Il drago ci fa un chinotto! (Oh, ho dovuto urlarlo io alla presentazione e sono pure stata ripresa nel mentre… quindi potete dirlo anche voi! 😂)


Che dite, veniamo al libro?

Il libro è come una lunga pagina di diario che vi strapperà qualche sorriso. Se siete particolarmente emotivi vi strapperà qualche lacrimuccia… Oh, mi aveva avvertita ahah 

È sicuramente un libro leggero da leggere grazie all’ironia che caratterizza l’autore, ma ovviamente il tema e la storia sono quello che sono, gente… Mi trovo anche in difficoltà, perché come si recensisce un libro che ha per “oggetto” la vita vera di una famiglia? Potrò mai parlare, come mio solito da editor rompiscatole, di stile, cura del testo ecc? No. Potrò mai giudicare le scelte, le storie, le emozioni che vengono descritte? Ma assolutamente no. Quindi…? Eh, bella domanda! 

Quindi penso proprio di riportarvi alcuni pezzetti e dirvi quello che ho pensato mentre li leggevo. 

[…] il primo insegnamento di mio figlio: ridere nonostante tutto. Fare in modo che l’amore e la gioia di esserci non vengano schiacciati dalla paura di non esserci più. 

Tutti noi abbiamo veramente tanto da imparare dalla vita e questa penso che sia una delle lezioni fondamentali, e ce la sta dando un piccolo grande eroe. 

Ho adorato leggere di come Francesco e Valentina mettano la felicità di Tommi davanti a tutto, davanti ai pronostici, ai problemi, alla tristezza. 

Il genitore di un bambino disabile non deve essere l’ennesimo handicap di suo figlio, ma il primo ausilio.

E voi magari penserete… ma la mamma? Non si parla della mamma in questo libro? Sì, se ne parla, forse meno, ma in maniera spettacolare. L’amore che Francesco prova per Valentina, e l’amore che Valentina prova per Tommi, che traspare dall’inchiostro impresso nelle pagine è un qualcosa di travolgente e disarmante. È il motore e il legante che tiene insieme la macchina e la fa funzionare.

A una donna brillano gli occhi, a una madre brillano i gesti.

Ora, non pensate che sia la famiglia del mulino bianco. I problemi ci sono e inevitabilmente hanno i loro scontri; mi pare di capire che Valentina abbia anche un bel caratterino, ma tutti i problemi li superano insieme, attingendo la forza l’uno dall’altra. Questa è una famiglia che si ama. 

Onestamente, non saprei cos’altro dire… Da questo libro c’è solo da imparare, da ogni paragrafo si può trarre un insegnamento. Cosa vi posso assicurare? Qualche lacrimuccia. Un po’ di tristezza. Ma anche delle belle risate a volte. Questo libro non è raccontato dal punto di vista della sofferenza, ve lo assicuro, e secondo me merita tantissimo. 

Ma… e Tommi? No, non mi sono dimenticata di lui, che è fondamentalmente il protagonista di tutto. Tommi non è un bambino disabile, è un bambino con una disabilità, la differenza è sottile ma fondamentale a mio parere. È un bambino fantastico, che è riuscito a insegnare al padre a essere padre, è riuscito a vedere la nascita del padre in quanto tale, è un bambino che sta facendo vivere a Francesco le cose che si è perso quando era lui ad essere figlio.

Io Tommi non lo conosco ancora molto, lo conoscerò attraverso il blog e la pagina a lui dedicati, perché ci tengo, ma per spiegarvi meglio chi è prendo in prestito un pezzettino di descrizione fatta da papà nel suo blog, perché chi meglio di lui lo conosce?

Lui è Tommaso, è specializzato in puzzette ed è mio figlio. […] è un bimbo sveglio, vivace e sorridente. Sorride sempre, anche quando lo sgrido; sopratutto quando lo sgrido. Il fatto è che “chi di dovere” mi ha consigliato di arricchire il rimprovero con un’espressione “corrucciata” che gli dia ad intendere il mio disappunto anche visivamente, ma lui la mia espressione corrucciata la trova divertente e quindi ultimamente lo sgrida la mamma, diciamo. 
Il suo personaggio preferito è Topolino, simpatizza per Mascia&Orso e da di matto quando sente la sigla di Peppa pig manco fosse un pezzo dei Queen.
Mangia come un bue, ma non ingrassa e questa cosa mi fa un pò invidia visto che a me basta passare con la macchina davanti a McDondalds per mettere su un paio di etti. Tipo bluetooth.
Adora le coccole, ed è un po paraculo. Un pò tanto. Con la mamma forma il famoso duo “paraculo & boccalona”, coppia comica che si esibisce in piccoli teatri con un’utenza per lo più familiare. […]
Ci sarebbe ancora tantissimo da dire su Tommi, ma vi invito a conoscerlo attraverso i suoi genitori, che raccontano di lui decisamente meglio di me.

A questo punto, di solito, do un voto, ma questa volta non lo farò, per gli stessi motivi per cui non potrei mai giudicare un libro autobiografico. Quanto potrei dare? In base a quali criteri? 

L’unico consiglio che mi sento di darvi è questo: date una possibilità a questo libro e diamo battaglia tutti insieme a questo maledetto drago, perché merita di avere una strada piena di ostacoli. 

Infine, per concludere, vi lascio un’ultima citazione.

In qualche strano modo, pur complicandomela, la vita me l’ha migliorata. Ed è soprattutto per l’uomo e il padre che mi ha fatto diventare che amo Tommi e gli sono grato. Mi ha fatto crescere nell’amore e, strano a dirsi e a pensarsi, in fin dei conti, se guardiamo il percorso e i risultati, è stato per me come un padre. Come quel padre che spero di essere io per lui.

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