Recensione “La banda degli sconfitti” di Giacomo Tramontano, a cura di Maria Pina

Ecco la recensione de “La banda degli sconfitti” di Giacomo Tramontano, edito da Scatole Parlanti.

Prodotto fornito dall’autore ai fini di una recensione.

SINOSSI
“Gioca sempre a testa alta”. Un consiglio prezioso che viene impresso dal capitano della Roma su un pallone da calcio destinato a Tommaso, ragazzino che si avvicina all’età adolescenziale in un contesto difficile come quello della periferia capitolina. Quelle parole diventano un monito a non arrendersi di fronte ai soprusi che lui e la sua famiglia devono subire dalla malavita locale, organizzazione capace di stabilire il confine tra la sopravvivenza e la totale sopraffazione. Tommaso, aspirante calciatore di talento, ha perso il padre a causa di un agguato tanto violento quanto inspiegabile. Col supporto del suo piccolo gruppo di amici, decide di introdursi nel torbido pur di scoprire gli autori dell’omicidio, spinto anche dalla volontà di recuperare quel pallone che gli era stato regalato proprio dal papà. Tra il campetto e i palazzi del quartiere, non mancheranno i momenti per interrogarsi su cosa voglia dire avvicinarsi all’età adulta nel panorama di un’infanzia rubata.

Il protagonista di questo libro è Tommaso, ha una sorella più piccola, due genitori che si amano, si sta stretti in casa, i soldi sono pochi, però c’è affetto. Dopo qualche mese tutto cambia, l’armonia scompare, perché Tommaso assiste all’omicidio di suo padre. Un uomo con in testa un casco lo fredda.

L’adolescente non potrà rimuovere dalla memoria quelle immagini tremende. Il ragazzo trova un po’ di sollievo nel trascorrere i pomeriggi con il suo gruppo di amici giocando a pallone. È un quartiere di Roma con le sue difficoltà e problematiche, in cui ci sono tante rivalità, soprattutto fra gli adolescenti. Un pomeriggio, mentre gioca, gli viene rubato l’oggetto a cui tiene di più, il pallone regalatogli da suo padre autografato da Totti.

“Aveva intuito quanto fosse importante quel pallone per me e anche io lo avevo capito solo in quel momento: forse per il ricordo di mio padre, forse per le parole scritte dal mio idolo in cui stupidamente avevo trovato la forza dopo la sua morte, forse perché, semplicemente, mi ero stufato di farmi portare via tutto.”

Con i suoi amici inizia una corsa disperata a quella sfera che ha un valore affettivo inestimabile. Viene fuori la voglia di giustizia, di rivalsa… Durante la ricerca verranno scoperti dettagli che srotolano via via anche la matassa del mistero dell’omicidio del padre.

È una lettura che vi terrà incollati alle pagine, vi espanderà il cuore, farà aumentare i battiti, l’adrenalina andrà in circolo e poi ve lo sentirete afferrato da una mano poderosa pronta a stringerlo; se ve lo lascerà attaccato lo lascio a voi scoprire.

È una lettura che vi straconsiglio, non mi riferisco soltanto agli appassionati di calcio, ma a tutti coloro che credono nei valori, nell’amicizia, nel senso di appartenenza. È scritto in prima persona dal punto di vista di Tommaso, è molto scorrevole, le descrizioni sono ben incastrate.
Ho apprezzato moltissimo i dialoghi in dialetto romano, è molto realistico. Sono ben raffiguranti anche gli altri protagonisti, tra cui il prete Michele che offrirà degli spunti di riflessione per quanto riguarda la fede.

Leggendo vi dimenticherete della tenera età del ragazzo, ma la sua maturità sarà giustificata da tutto ciò che ha subito. Mi sento di dare il massimo della valutazione a “La banda degli sconfitti” che può insegnare qualcosa a chiunque, perché la perfezione non esiste, ma l’autore, Giacomo Tramontano, si è avvicinato davvero tantissimo, a lui vanno i miei complimenti per questa lettura intensa e costruttiva.

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