Quattro chiacchiere in compagnia #3

Buongiorno readers! Oggi per la rubrica Quattro chiacchiere in compagnia abbiamo un argomento diverso dal solito!

Luisa chiede e propone:

Disturbi del comportamento alimentare nella letteratura

Cara Luisa, questo è decisamente un argomento particolare sul quale, tra l’altro, mi trovo abbastanza impreparata. Ho fatto qualche ricerca prima di argomentare una risposta, ma sono sicura che c’è tantissimo altro da imparare, scovare ecc.

Essendo un argomento aperto, e non potendo nemmeno scrivere una tesi, ho deciso di focalizzarmi solo su determinate cose, spero non me ne vorrai, ma nel caso la rubrica è fatta apposta per essere commentata con diversi punti di vista, quindi non farti problemi, e nemmeno gli altri lettori a cui interessa l’argomento!

Partiamo dal fatto che secondo me è uno di quei argomenti che se trattato con rispetto e in modo approfondito può far aprire gli occhi su una realtà minoritaria rispetto al sentito e vissuto quotidiano. Certo è che bisogna trattarlo bene e secondo me non in maniera superficiale, altrimenti si rischia di cadere nella superficialità.

Anzitutto mi sono interrogata su cosa si intenda, esattamente, per disturbi del comportamento alimentare. Per quanto bulimia, anoressia e disturbi da alimentazione incontrollata si conoscano – tutti ne abbiamo sentito parlare –, non volevo rischiare di dare per scontato qualcosa.

Nel mio vissuto letterario devo ammettere di aver riscontrato poche volte questa tematica, se per una mancanza di occasione o perché un tema poco trattato, a onor del vero non posso dirlo.

Appena letta la domanda (oltre ad aver pensato: wow!), mi è subito venuto in mente un libro letto anni fa, che all’epoca non sono riuscita ad apprezzare come sicuramente potrei fare ora. Sto parlando del libro di un mio compaesano, Paolo Giordano: La solitudine dei numeri primi pubblicato nel 2008 per Mondadori e vincitore del Premio Strega e Campiello – Opera Prima.

Questo libro parla di Alice e Mattia, le cui vite vengono irrimediabilmente segnate fin da bambini. Le vicissitudini portano i due a soffrire rispettivamente di anoressia e bulimia. Il libro mi fu regalato quando uscito, solo che avevo sedici anni e, anche se all’epoca non lo apprezzai appieno, mi ricordo che questi due disturbi venivano descritti abbastanza bene, dando vita a due personaggi non stereotipati, veri, con dei pregi, ma soprattutto difetti; un aspetto che apprezzai molto.

Un altro libro letto che in parte parla di disturbo di alimentazione incontrollata è La scoperta del vero amore di Laura Rocca. La protagonista è Cat, giovane ragazza che cerca di compensare le varie mancanze della propria vita abbuffandosi di cibo. Non sto a raccontare tutti i risvolti nel caso qualcuno voglia leggero, ma anche qui questo tema viene affrontato molto bene e in tutti gli aspetti della vita che una persona con questo disturbo affronta.

Purtroppo non mi vengono in mente altri libri letti da me con questa tematica, ma ho comunque voluto indagare un pochino; ho scoperto che anche Honoré de Balzac soffriva di bulimia. Si dice che facesse incetta di varie pietanze quando era in piena fase creativa.

Un romanzo di cui ho letto opinioni entusiasti, e che penso recupererò, è Briciole. Storia di un’anoressia di Alessandra Arachi, un libro del 2015 edito da Feltrinelli.

Se questo tema sia stato fortemente utilizzato in passato e adesso di meno oppure viceversa, onestamente non lo so, ma penso che potrebbe essere interessante approfondirlo, in futuro.

Tirando le somme, Luisa, qual è la tua opinione in proposito e di quel poco che ho trattato? Hai libri che trattano questi problemi da consigliare?

Lettori, voi avete mai letto libri con questo tema? E come pensate che debba essere trattato? Ditecelo con un commento!

Se avete delle domande o argomenti da suggerire per un sano e stimolante confronto, non dimenticatevi di compilare il form, lo trovate qui!

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