“La ritrattista della regina” di Virginie Platel – Review party

Buon sabato readers! Oggi partecipiamo al RP per La ritrattista della regina, di Virginie Platel, un romanzo storico edito da HarperCollins che ringrazio per il file.

La ritrattista della regina - Trama
Mentre a Parigi imperversa la Rivoluzione, una diligenza porta una giovane pittrice verso la salvezza e, forse, l’amore.
Francia, 1789
Dopo i tumulti di Parigi, Jeanne Mercier, pittrice di corte molto vicina alla Regina Maria Antonietta, è costretta a fuggire nel sud della Francia. Sola, spaventata e senza mezzi, trova rifugio nella dimora dell’attraente Gabriel Forsani e consolazione nei colori intensi e vividi della Provenza. La vita sembra tornare a sorriderle, sino a quando il vento rivoluzionario la raggiunge anche lì, costringendola a scappare di nuovo. Gabriel potrebbe allora diventare solo il lontano ricordo di un corpo vigoroso e di uno sguardo carezzevole e scomparire come i fasti di Versailles il giorno dopo la Rivoluzione. Gli sfarzi di nuove corti a cui Jeanne ambisce valgono davvero tutto questo?

Credo sia la prima volta in assoluto che leggo un romanzo storico non ambientato in Inghilterra. Questa volta siamo in Francia, alla vigilia della grande rivoluzione che tutti noi conosciamo. Jeanne sta scappando perché, anche se non è nobile, è molto vicina alla regina, Maria Antonietta in persona, essendo la sua ritrattista. Ecco il nostro primo incontro con lei, travestita da operaia su una carrozza che la sta portando il più lontano possibile dal clima rivoluzionario, direttamente in Italia.

Il viaggio però non va liscio come dovrebbe. In una scena in parte degna di La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa (che ora mi è anche venuta voglia di rivedere, povera me), la nostra eroina incontra dei banditi che, ahimè, trovano il denaro messo da parte per pagare il viaggio.

Ecco che quindi il cocchiere non può proprio portarla fino in Italia, senza il becco di un quattrino, e la lascia a Mentone. La giovane è costretta a un bel pezzo di strada, trasportando da sola il baule pesante, ma ce la fa. Arriva alla residenza del conoscente del cocchiere, da Gabriel Forsani, che dopo un inizio e conoscenza un po’ bruschi, acconsente a ospitarla fino a quando non avrà abbastanza denaro per proseguire il proprio viaggio.

Jeanne è una donna forte, abituata a combattere per i propri sogni, non ha paura di tirarsi su le maniche, sporcarsi le mani e lavorare. Ha un piano, dopotutto è una famosa ritrattista, ma non può certo presentarsi al principe di Monaco con quel poco che ha. Ed ecco che quindi inizia a lavorare vendendo frutta per poi proseguire con altri lavori, e anche l’aiuto di Gabriel sarà fondamentale.

Dove vive ora sembra rinata, travolta da tutti i colori della natura, del mare (che non fanno altro che sguinzagliare la sua vena artistica), ma anche dal carattere della gente, tutto così diverso da quando stava a corte, ma nonostante questo, purtroppo, a un certo punto il pericolo è di nuovo in agguato.

Ovviamente, vi lascio il piacere della lettura per scoprire come andrà a finire, come si evolve il rapporto con Gabriel, un uomo che tra l’altro va un po’ contro i soliti stereotipi: insomma, un uomo che vive da solo, pulisce e cucina il tutto nel 1789. Un uomo che ha sofferto per una donna, ma che nonostante la testa gli imponga di non innamorarsi più, non sempre cuore e testa vanno d’accordo. Quindi vi lascio scoprire  chi avrà la meglio e in che modo!

Oltre ad essere la prima volta che leggo un romanzo storico ambientato in Francia, credo sia la prima anche che il romanzo del suddetto genere non mi è piaciuto quasi per niente… È bruttissimo da dire, lo so, ci sono rimasta davvero male e molto delusa.

Nonostante La ritrattista della regina possegga tutti i presupposti per essere un buon romanzo, come stile non mi accolto il mio favore.
Sì, le descrizioni sono meravigliose, ma davvero troppe, tanto che a volte mi davano noia. All’essere troppo descrittivo per i miei gusti, si aggiunge anche il fatto di averlo trovato impersonale, non coinvolgente come altri, non mi ha trascinata nella storia, non l’ho vissuta anche io, perché la sensazione che ho avuto è che fosse raccontata in maniera distaccata, questa storia, ma per niente narrata.

Mi dispiace molto di non poter dare più di tre stelle, che ribadisco essere il risultato di un parere personale, ma è il massimo che mi sento di elargire per questo libro il cui genere leggo spesso e da tanti anni…

Voto per La ritrattista della regina

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