La Divina Commedia – Inferno – I Personaggi – Blog Tour

Buongiorno readers! Oggi partecipiamo al BT dedicato alla prima cantica della Divina Commedia, l’Inferno, del mitico e insuperabile Dante Alighieri.

Prima di cominciare, vi lascio il super mega straordinario banner realizzato da Sara del blog Il club delle lettrici compulsive, così che possiate recuperare le tappe delle altre bravissime blogger che hanno aderito a questo evento! 
P.s. Amo alla follia questo banner!

Dovete sapere che io ho una passione assurda per la Divina Commedia! Il fatto curioso? A scuola la odiavo, probabilmente perché costretta a leggerla e studiarla, in seguito però mi sono trovata ad apprezzarla moltissimo, soprattutto l’inferno, la mia cantica preferita.

Noi oggi ci occupiamo dei personaggi. Ora, non proprio tutti tutti i personaggi presenti nell’Inferno, altrimenti scriverei un saggio. Essendo davvero tantissimi, ho dovuto fare una selezione tra quelli più importanti e i miei preferiti.

Andando in ordine di incontro, il primo di cui vi parlo, ovviamente, è proprio lui, Dante.

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Eh sì, è da lui che tutto cominciò, un semplice genio che ha creato una delle opere più studiate in tutto il mondo! Se mi metto a pensare, la prima cosa che mi viene in mente riguardo a Dante è la sua propensione allo svenimento! 

Tornando a noi, è ovviamente il protagonista principale che intraprende, volente o nolente, questo viaggio attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso. Racconta quindi in prima persona del suo smarrimento spirituale, ma questo viaggio non lo intraprende da solo. Nelle prime due cantiche ha come  guida il mitico Virgilio

Mentre ch’i’ rovinava in basso loco,
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco.

Quando vidi costui nel gran diserto,
«Miserere di me», gridai a lui,
«qual che tu sii, od ombra od omo certo!».

Rispuosemi: «Non omo, omo già fui,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patrïa ambedui.

Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
e vissi a Roma sotto ‘l buono Augusto
nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.

Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d’Anchise che venne di Troia,
poi che ‘l superbo Ilïón fu combusto.

Certo, tante parole per capire che si trattava del poeta vissuto parecchi secoli prima, ma d’altronde se non fosse stato così prolisso non avremmo avuto ragione di detestarlo alle medie e al liceo, non trovate?

Lui non ha bisogno di molte presentazioni, chi non conosce uno degli altri autori che ci ha fatto dannare a scuola? Colui grazie al quale abbiamo dovuto leggere e studiare l’Eneide?

Definito più volte Maestro da Dante, i due instaurano non solo un rapporto maestro-discepolo, ma alla fine del loro viaggio insieme, quando si lasciano nel Purgatorio, capiamo che si sono affezionati, sembrano quasi padre e figlio.

I due partono dunque per questo viaggio e arrivati dinnanzi al fiume Acheronte, ecco che…

Ed ecco verso noi venir per nave
un vecchio, bianco per antico pelo,
gridando: “Guai a voi, anime prave!

È lui, Caronte! Figura mitologica già riscontrata nell’Eneide peraltro, che ritroviamo spesso nell’immaginario. Il traghettatore di anime che si infuria perché Dante non può passare, è ancora vivo, ma chi è lui per opporsi a un viaggio voluto dal divino? Imbronciato, quindi li traghetta attraverso il fiume infernale.

Tra gli spiriti magni del IV canto troviamo la cerchia dei poeti.

Lo buon maestro cominciò a dire:
“Mira colui con quella spada in mano,
che vien dinanzi ai tre sì come sire:

quelli è Omero poeta sovrano;
l’altro è Orazio satiro che vene;
Ovidio è ’l terzo, e l’ultimo Lucano.

Fondamentalmente li conosciamo tutti, e anche se non conversa con loro, anzi Omero è l’unico a rendere omaggio a Virgilio, mi sembrava doveroso menzionarli! Anche questi mi hanno dato del filo da torcere al liceo, anzi Lucano pure all’esame di Stato, mannaggia a lui!

Minosse è un altro personaggio leggendario, lo troviamo sia nell’Eneide che nell’Odissea (sì, in caso ve lo steste chiedendo, a quanto pare a Dante piacevano molto queste due opere). Figlio di Giove ed Europa, e re di Creta. Sicuramente lo ricordiamo anche per il labirinto, il minotauro ecc.
Nell’inferno ricopre il ruolo di giudice, decide dove debbano andare i dannati. Anche su di lui Virgilio deve spendere la sua abilità oratoria per zittirlo. Povero Dante, nessuno lo vuole…

Arriviamo a due dei personaggi che davvero amo di più: Paolo e Francesca.
L’amore, quello proibito… aaahhh… Non sto a parlarvi di fatti storici ecc, anche perché fondamentalmente non sono mai stati (se la memoria non mi inganna) confermati. I due erano cognati, siamo nel XIII secolo a Firenze. Dante narra che avessero una relazione adulterina e che il marito di lei, una volta scoperto che gli metteva le corna con il fratello, li abbia brutalmente uccisi.

Dante parla solo con lei, che gli spiega come è nata la relazione tra i due. Forse avete già sentito queste famose parole:

Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante”.

Eh sì, vengono da qua. Sentire il racconto di Francesca, vedere Paolo dietro di lei piangere alla fine del discorso di lei, è troppo da sopportare per il povero Dante che, come suo solito

E caddi come corpo morto cade.

Sviene…

Cerbero! Per Hagrid un semplice Fuffi appena cresciutello, per la mitologia un cane a tre teste minaccioso e pericoloso. Posto da Dante nel III cerchio, si diverte, cucciolotto, a graffiare e scuoiare le anime. Bravo cucciolotto… Neanche lui vede di buon occhio Dante, cerca di saltargli alla gola ma Virgilio, come suo solito, salva la situazione.

Così amante dei poeti classici poteva non far omaggio e inserire anche Ulisse? Un altro dei miei personaggi preferiti, almeno nella Divina Commedia. Collocato dal sommo tra i consiglieri fraudolenti, gli dedica quasi tutto un canto. Sta scontando la sua pena con Diomede: colpevoli di aver escogitato l’inganno del cavallo di Troia e un altro paio di cosettine. È sicuramente un personaggio interessante e, di sicuro, conoscete questa terzina

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza
“.

Un altro personaggio molto interessante è il Conte Ugolino, collocato da Dante tra i traditori della patria, in una zona dove i traditori sono imprigionati nel ghiaccio (sì non è opportuno quindi dire quando ghiaccerà l’Inferno, e mi sembra che su qualcosa di simile ci istruisca anche Cassandra Clare nel primo libro della trilogia The Infernal Devices, ricordo bene?).

Il caro e vecchio Ugolino è sepolto in una buca insieme all’arcivescovo Ruggieri, sta sopra di lui e gli addenta amabilmente il cranio… bleah. Ovviamente poi inizia il racconto che spiega come mai il conte odia così tanto Ruggeri: lo aveva tratta in inganno, gli aveva teso una trappola, ma il punto focale è la crudezza della propria morte.
Imprigionato in una torre insieme ai figli, lasciati tutti a morire di fame. Per sei giorni agonizzarono, poveri, e il conte vide morire i figli, uno dopo l’altro, senza poterli aiutare (esiste sorte peggiore per un genitore?)… peccato che poi la fame abbia prevalso sul dolore, portandolo a mangiare i suoi stessi figli.

Vi starete chiedendo come possa rientrare tra i miei personaggi preferiti… be’, a mia discolpa è descritto veramente bene!

Lucifero, oh, personaggio interessante anche lui (e toglietevi dalla testa l’attore che lo interpreta nella serie televisiva, su!).

Dante lo descrive come un’enorme e orrida creatura, pelosa, dotata di tre facce su una sola testa e tre paia d’ali di pipistrello. Bloccato nel ghiaccio dalla cintola in giù (decisamente, all’inferno c’è il ghiaccio, ragazzi), si diverte a maciullare la testa dei tre peccatori che gli stanno di fronte, una per bocca, visto che ne ha tre…
Bruto e Cassio ai lati, e al centro Giuda Iscariota, che, essendo al posto d’onore, la sua schiena viene costantemente scuoiata dagli artigli di Lucifero.

Di certo un uomo molto fortunato a poter incontrare tutti questi personaggi, o almeno lo sarebbe stato se lo avesse fatto davvero. E come disse Oscar Wilde, massima con cui mi ritrovo sempre molto d’accordo:

Il Paradiso lo preferisco per il clima, l’Inferno per la compagnia

Che si sia ispirato proprio alla divina commedia quando ha espresso questo pensiero?

Ovviamente, anche se la mia tappa finisce qui per non annoiarvi troppo, ci sarebbero stati davvero taaaanti altri personaggi di cui parlarvi, talmente tanti che praticamente si potrebbe creare una rubrica con un post a personaggio, e chissà che non lo faccia prima o poi… 

Fatemi sapere se tra quelli che ho citato ce n’è qualcuno che vi piace, o se vi avrebbe fatto piacere trovarne qualcun altro!

Mi raccomando, non perdetevi le altre fantastiche tappe!

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