“Il rifugio: un amore senza tempo” di Linda Bertasi – Recensione

Eccomi qui, readers, con la mia prima recensione: ho letto Il rifugio: un amore senza tempo di Linda Bertasi, edito da More Stories che ringrazio per il file, e ora passo a raccontarvelo.

Il rifugio: un amore senza tempo - Trama
Il rifugioAnna ha diciassette anni e si sta recando a trovare il padre nella sua meravigliosa villa settecentesca per trascorrervi le vacanze estive.
L’idea di trovarsi nella fredda Inghilterra, sola e senza amici, la intristisce, ma il giorno del suo compleanno scoprirà un vecchio diario, chiuso in soffitta.
Appartiene a Marianne Beaufort, la contessa che visse in quella stessa tenuta più di duecento anni prima.
Sempre più avvinta dalle parole del passato, Anna si ritroverà protagonista di un’esperienza che corre sul filo del paranormale, dominato dai viaggi temporali.
Ma non sarà sola in questa avventura: Rob, un misterioso vicino, sembra credere alla sua storia pazzesca e volerla aiutare.
Cos’è accaduto realmente a Marianne Beaufort? Perché Anna fa continui viaggi nel tempo?
Cosa si nasconde in quella villa dominata da sussurri, rumori e strane presenze?
Un mondo nuovo sta per esserle svelato, destinato a infrangere ogni sua credenza.

Il passato può essere riscritto? E l’amore può valicare le porte del tempo?

Il libro è un Paranormal YA che rincorre un amore senza fine sfiorando le pagine del tempo e di un diario.

È la storia di Marianne e John.
È la storia di Anna e Rob.

Il 1° luglio 1750, giorno del suo 17° compleanno, Marianne riceve in regalo dal padre un diario: perplessa all’inizio, comincia a scrivere i suoi pensieri e sentimenti in italiano, in modo da farli rimanere segreti.
Il 1° luglio 2010, giorno del suo 17° compleanno, Anna riceve in regalo un diario da Robert, appena conosciuto ma che attira il suo sguardo.

E in una soffitta dimenticata nel tempo, e sconosciuta a Marco ed Elena, proprietari della villa e padre e matrigna di Anna, i due ragazzi dolcemente abbracciati danzano un ballo già vissuto.
Al momento dei saluti Rob consegna ad Anna il diario della contessina Marianne al posto di quello nuovo datole in regalo.

Anna rilesse l’ultimo aneddoto: l’incontro nella sala da musica e il magico momento in cui entrambi suonavano, così vicini, in sintonia.
Sospirò, con aria sognante, e subito rammentò la sera del suo compleanno, quando anche lei, come John, era rimasta ad ascoltare l’esecuzione di Rob.
Prima la panchina e ora il pianoforte. In due epoche diverse, in due modi e mondi diversi, Anna e Mary avevano vissuto un’esperienza molto simile.
Sempre più presa, voltò pagina.

Da quel momento la vita di Anna cambia, sembra ossessionata dalla storia della contessa, mentre pian piano si scopre innamorata di Rob, che sembra conoscere da sempre.
Legge il diario, e vive intensamente le vicende scritte, così intensamente che le sembra di viverle nella realtà.

«Per questo avevi così paura. Lei vedeva i fantasmi, proprio come me, e alla fine…»
L’amica la interruppe, stringendole una mano nelle sue. «No, Anna, sei fuori strada. Mia madre amava quel genere di esperienze, le ricercava, per lei erano diventate un’ossessione. Non puoi capire cosa sia stato viverle accanto, vederla perdere il contatto con la realtà, giorno dopo giorno» disse con gli occhi lucidi, e una lacrima le rigò la guancia.
Anna la asciugò con il polpastrello. «Non succederà. Non a me. Io so chi sono.»
«Stamattina avrei giurato il contrario» le rispose, fissandola.
Anna scacciò quel ricordo. «Non accadrà più» ribadì convinta, «la mia vita è qui, non tra le pagine di un vecchio diario.»
Alessia taceva.
«Qui con te e con papà, quando si deciderà a tornare.»
L’amica annuì, avvicinandosi alla portafinestra. «Questa notte sembra non finire mai.»
Uscirono insieme sul balcone, e l’aria fredda le investì; nonostante l’ora tarda, Anna non aveva sonno. Lì, accanto ad Alessia, ripercorse quei giorni strani: si rivide la mattina del suo arrivo, mentre riabbracciava Marco, con il libro stretto in mano, inconsapevole di ciò che la aspettava.
«Che vacanza incasinata» commentò Anna e, scambiando un’occhiata con la compagna, sorrise.
Ridevano, all’unisono, mano nella mano; nonostante la notte e i fantasmi, nonostante la paura. Un attimo fugace di serenità.
Erano pronte per affrontare quell’assurda realtà, desiderose di tornare alla loro vita e alla loro adolescenza.

Alessia lavora nella villa del padre e diventano molto amiche: è lei che l’aiuta e le sta vicina, è lei che insieme ad Elena alla fine le fa conoscere Eve, una sensitiva molto capace che l’aiuterà a capirsi e conoscersi, ad accettare e liberarsi del passato, e a credere nel futuro, a credere in Michele ritrovando lo sguardo di Rob ed il sorriso di John.

Cosa le avrebbe riservato l’alba di quel nuovo giorno? Cosa c’era ancora da scoprire su quella fosca, quanto bizzarra avventura?

Non posso e non voglio raccontarvi di più, ma se il nome Otis vi fa sorridere e sospirare, oppure se avete desiderato trovare una lettera per voi nella cassetta della posta di una casa sul lago, amerete questa storia.   

Io l’ho adorata, refusi vari a parte che mi hanno fatto incespicare un po’ nella lettura (e qui scoprite la mia anima da maestrina: è più forte di me!) che penso siano stati sistemati, avendolo letto poco prima dell’uscita.

La lettura scorre lieve e piacevole fino alla fine, con un buon intreccio tra presente e passato in cui l’amore assume il ruolo principale, sentimento universale che resiste al di là del tempo e che ci accompagna nella vita, ed oltre.

Immergetevi nella lettura accoccolate in poltrona, gustando la più classica bevanda inglese, il tè nero bevuto ogni giorno dagli inglesi e amato dalla regina Elisabetta (io lo bevo, come loro, con il latte) e accompagnato da un dolcetto o da uno scones: col suo aroma vi accompagnerà a spasso nel tempo, e vi ritroverete in un cottage nella campagna inglese, tra dame in crinoline e gentiluomini in blazer.

Un inchino e buona lettura.
Rekla

Voto per Il rifugio: un amore senza tempo 

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