“Ferryman. Amore eterno” di Claire McFall – Recensione

Buongiorno, miei adoratissimi readers! Uscito da pochi mesi non tantissimo per Fazi Editore, Ferryman. Amore eterno di Claire McFall è il libro di cui vi parlo oggi, primo capitolo di una trilogia fantasy.

Ferryman. Amore eterno - Trama
Cover FerrymanDylan ha quindici anni e quando una mattina decide di andare a trovare il padre, che non vede da molto tempo, la sua vita subisce un drastico cambiamento: il treno su cui viaggia ha un terribile incidente. Dylan sembrerebbe essere l’unica sopravvissuta tra i passeggeri e, una volta uscita, si ritrova in aperta campagna, in mezzo alle colline scozzesi. Intorno non c’è anima viva, a parte un ragazzo seduto sull’erba. L’adolescente si chiama Tristan e, con il suo fare impassibile e risoluto, convince Dylan a seguirlo lungo un cammino difficile, tra strade impervie e misteriose figure che girano loro intorno, come fossero pronte ad attaccarli da un momento all’altro. È proprio dopo essersi messi in salvo da questi strani esseri che Tristan le rivela la verità… lui è un traghettatore di anime che accompagna i defunti fino alla loro destinazione attraverso la pericolosa terra perduta. A ogni anima spetta il suo paradiso, ma qual è quello di Dylan? L’iniziale ritrosia di Dylan e l’indifferenza di Tristan si trasformano a poco a poco in fiducia e in un’attrazione magnetica tra i due ragazzi che non sembrano più volersi dividere. Arrivati al termine del loro viaggio insieme, Dylan proverà a sovvertire le regole del suo destino e del mondo di Tristan, pur di non perderlo.

Un traghettatore, decisamente più carino e “umano” rispetto a quello a cui ci ha abituati il geniale Dante, un’adolescente rimasta vittima di un incidente, il viaggio per il proprio Oltre e un amore impossibile. Ecco gli ingredienti che compongono questo libro e che mi hanno spinta a leggerlo. Soprattutto la parte dell’amore impossibile, lo ammetto.

Come può un singolo avvenimento, un particolare quasi insignificante, un imprevisto azionare una reazione a catena tale da portare a quello che succederà? C’è chi parla di casualità, coincidenza e chi, invece, di destino. Ma esiste davvero? Ahimè, una delle tante domande a cui mai, temo, avremo una risposta concreta e certa.

Per chissà quale motivo, la sveglia non aveva suonato e da quel momento in poi tutto era andato a rotoli.

Per Dylan, quindicenne liceale, è questa la causa scatenante di tutto quello che le succederà. La sveglia non ha suonato. Il più classico degli inconvenienti a cui tutti dobbiamo far fronte almeno una volta nella vita… personalmente molto di più, anche se forse il non sentirla non conta come “non ha suonato”… pazienza, la scusa vale sempre!

La vita di questa quindicenne… è proprio quella di una quindicenne: pochi amici – anzi, l’unica che aveva si è trasferita –, compagni scemi molto inclini a un po’ di vecchio e malsano bullismo, una madre con cui ha più “discussioni accese” che vere e proprie conversazioni. Insomma, ordinaria routine che quasi tutti tra quelli che se la sono agognatamente lasciata alle spalle non la rimpiangono nemmeno un pochino.

Motivo dell’attuale malumore della mamma di Dylan è il fatto che la figlia sia in partenza per andare dal padre che non vede da ben dieci anni. Anche questa una classica situazione, no? I genitori si lasciano e, anche se così non dovrebbe essere, uno dei due “lascia” anche la prole.

Insomma, dopo qualche mediazione, riuscita a ottenere il numero del genitore, padre e figlia si risentono come se la decade non fosse esistita e si organizzano per vedersi nella di lui abitazione. Ok, qua ho storto un po’ il naso, forse per trascorsi personali, ma la mia considerazione è stata: non poteva ricordarsi prima di avere una figlia? Bah.

Almeno una parte della sua vita sembra stia andando per il verso giusto, almeno fino a quando il treno non ha un incidente e la nostra povera protagonista non si trova da sola, sperduta tra le colline scozzesi. Ed è lì, poco oltre il luogo dell’incidente, che incontra lui. Tristan. Il ragazzo affascinante che, nel pieno della sua risolutezza e impassibilità, convince Dylan a seguirlo in mezzo a quelle colline deserte.

Questo tragitto, verso un non si sa bene dove, porta Dylan a fare domande, a chiedersi il perché di ciò che li circonda ma che anche non li circonda. Non ci vuole molto e la verità viene a galla, raccontata proprio da quel giovanotto che con ritrosia cerca di eludere domande scomode.

«Non sei stata l’unica sopravvissuta all’incidente, Dylan […] Sei stata l’unica a non esserne uscita viva».

Già, è così che scopre che Tristan è un traghettatore, deve portare la sua anima alla soglia dell’altra parte, tenendola al sicuro, perché il tragitto non è provo di insidie o pericoli.

Tra i due inizia a nascere qualcosa, un sentimento tra un’anima e il proprio traghettatore non si è mai visto o sentito, ma al cuore non si comanda di certo.

Lei non è come tutte le altre anime, stupisce Tristan ogni giorno di più. Un traghettatore da tantissimo tempo dedito al proprio lavoro (con alti e bassi, per carità, forse un po’ noioso a lungo andare fare sempre la stessa strada), rassegnato da parecchio al proprio destino, quando la incontra inizia a soffrire per la propria sorte

Per l’infinita prigione circolare che era la sua esistenza.

Destinata a perderlo per sempre, però, Dylan non si arrende così facilmente.
Cosa si è disposti a fare per amore? Cosa farà Dylan pur di rimanere con Tristan? Correte a leggere il libro, se siete curiosi di saperlo!

Non poteva proprio mancare! ©Credits

Una storia carina, non c’è che dire, ma mi aspettavo di più.

L’idea non è male, e il libro, in fin dei conti, mi è piaciuto, ma l’ho trovato… spoglio.
Ferryman. Amore eterno è quasi totalmente incentrato su loro due, la prima parte mi è parsa trascorrere con un ritmo davvero lento; interessante, ma lento a livello narrativo. Poi, invece, quando iniziano a comparire altri personaggi, a mala pena descritti, sembra aver messo la quinta. Una parte che ho trovato davvero descritta con superficialità, che poteva essere approfondita e su cui l’autrice avrebbe potuto sbizzarrirsi. Invece ha dato solo gli indizi necessari al fine della propria storia, senza permettere al lettore di esplorare questo mondo nuovo.

Un po’ di movimento e pathos lo troviamo finalmente verso la fine, elemento che mi fa ben sperare per il proseguo di questa trilogia.

Nonostante questi difetti, per i quali mi sento di consigliare il libro ai meno esigenti (o a lettori che non hanno voglia di libri pesanti), sono curiosa di vedere come proseguirà la storia, se Dylan e Tristan sono effettivamente destinati a stare insieme o se non è così facile come sembra, in fondo, stravolgere delle regole che vanno ben al di là di ciò che possiamo comprendere e controllare.

E anche su questo punto, avrei veramente gradito un po’ di contorno a livello di ambientazione, organizzazione dell’aldilà ecc.

Per tutto questo, e per via delle imprecisioni del testo, ecco il voto che mi sento di dare a Ferryman. Amore eterno, primo capitolo della trilogia fantasy della McFall.

Voto per Ferryman. Amore eterno

Ti è piaciuta la nostra recensione di Ferryman. Amore eterno? Seguici su Facebook, Amazon o iscriviti alla newsletter per non perderti le prossime recensioni 😘

Facebook Comments
Like
Precedente "La corte di ali e rovina" di Sarah J. Maas - Recensione Successivo "Love me" di Ella FIelds - Review Tour

Lascia un commento