Emozioni in pillole letterarie – BookTag

Buongiorno, readers! In questo momento di privazioni, disagio e rassegnazione, è più che mai importante cercare di rimanere positivi e vivere avventure ed emozioni attraverso i nostri fidati amici: i libri.
Ecco quindi un BookTag in cui sono le emozioni a fare da protagoniste. Emozioni in pillole letterarie! Grazie mille a Sara de Il club delle lettrici compulsive per la creazione delle grafiche!

Io e Rekla ci siamo divertite a rispondere a queste dodici domande! Pronti per leggere le nostre risposte?

Chiara: Probabilmente l’ho già citato in altri booktag, e per quanto io cerchi di diversificare il più possibile, pensando a questa domanda non può non sorgere spontanea la risposta: Il cavaliere d’inverno di Paullina Simons. L’amore tra Tatia e Shura, sbocciato in un momento simile, attraversando guerra e ostacoli incredibili, rende questa storia una delle migliori a cui io mi sia mai approcciata. È “un romanzo drammatico e appassionato, come la guerra, come l’amore.” Una di quelle storie che ricordo sempre con il sorriso. E voci di corridoio suggeriscono che sia finalmente in programma il film, per davvero questa volta visto che la notizia gira da anni! Alzi la mano chi la sta aspettando! Io alzo entrambe le mie e pure le zampe del mio cagnone!

Chiara: Oddio… non posso dire di nuovo Cime tempestose, vero? No, meglio di no… Cerchiamo davvero di diversificare un pochino! Allora, vediamo… Partiamo dal presupposto che i libri sono la mia vita, non solo mi hanno salvata in più di un’occasione, ma ne ho fatto proprio un lavoro sia come blogging che come editor; trovarne quindi uno che odio non è per niente facile, anche perché di solito li abbandono prima di arrivare a provare questa emozione.
Dopo averci pensato dieci minuti (non scherzo, davvero…), per questa volta opto per La bella e la bestia di Barbara Hambly, un libro se non ricordo male uscito negli anni ’80 e da cui è stata tratta la serie tv Beauty and the Beast, quella con Lana Lang (no, non ho sbagliato, per me rimarrà Lana a vita…). Per quando io ami allo stremo la storia della bella e la bestia, ho impiegato tre mesi a finire questo libro. Banale, poco scorrevole, con delle lacune e salti logici improponibili in alcuni punti. Non è proprio odio, dai, ma quasi…

Rekla: Un libro che mi ha regalato leggerezza e speranza è stato Il club delle lettere segrete, di Angeles Donate.
È la storia del piccolo paesino Porvenir dove nessuno scrive più lettere e cartoline perché ormai tutti hanno un cellulare, per questo motivo un ufficio postale non serve più; una donna non ci sta e inizia così una catena epistolare che lettera dopo lettera ricrea una corrispondenza nel paese salvando l’ufficio postale ed il lavoro della postina.
È una storia delicata di amicizia, e mi ha lasciato un senso sereno di speranza: da romantica ottimista quale sono ho fiducia che anche un piccolo gesto disinteressato possa fare del bene.

Chiara: Nostalgia… dal dizionario: Stato d’animo corrispondente al desiderio pungente o al rimpianto malinconico di quanto è trascorso o lontano.
Quanti non hanno mai provato questa emozione? Viviamo in un momento per cui forse è una delle emozioni che più proviamo. Ho deciso di optare per Il piccolo principe, di Antoine de Saint-Exupéry. Forse non mi rende esattamente nostalgica, ma di sicuro è uno di quelli che mi fa pensare a quando ero bambina, a quando l’unica preoccupazione era non farsi acchiappare dalla nonna che ti rincorreva con il cucchiaio di legno perché, per la miseria, ti ha chiamato per sei volte dal balcone di casa! (Sì, faccio ancora parte della generazione che stava in giro tutto il giorno e il cellulare somigliava a una mattonella del ghiaccio)
L’innocenza di cui racconta, ma anche la saggezza che cerca di insegnare lo rende un libro adatto a tutti, grandi e piccini! 

Chiara: Oh, un’emozione bella allegra! A me piace tanto ridere, un po’ come Lizzy (se non sapete chi è, vergogna…)! Ripescando tra le letture più recenti, mi viene in mente All’Amore bastano cinque minuti, di Laura Rocca. Di per sé non è un libro leggero, alcune tematiche sono molto importanti e forti, ma il carattere dei personaggi principali, e come la Rocca è riuscita a rendere loro e i loro battibecchi mi ha fatto morire dal ridere! Tra “Mr culo impalato” e “Conte di Vileda” non so cosa mi abbia fatto ridere di più! 

Chiara: Oh mamma, ce ne sono tanti di libri che mi hanno lasciata così, ma cercherò di ripescare ancora una volta tra le letture più recenti! Non volendo vederla per forza come emozione negativa, vi dico Absence: La memoria che resta, di Chiara Panzuti. Non troverete la recensione di questo libro, non ancora (giuro che la caricherò al più presto), ma vi assicuro che è uno di quei libri per cui pensi: non doveva finire così, non è giusto, però in un certo senso sì, lo è, è in linea con tutto il resto. Però uffa! Ok, va bene, viva il realismo, ma non si potrebbe avere sempre tutto? Ecco, più o meno…
Non mi spingo a dire altro, un finale da non sottovalutare, che insegna molte cose e che sì, lascia proprio l’amaro in bocca… UFFA!

Rekla: Per anni una collega mi ha consigliato di leggere i libri su Montalbano di Camilleri, e non c’è niente che scateni in me il bastian contrario più di alcuni consigli un po’ pressanti.
Tre anni fa, al mare, avevo appena finito il libro che mi ero portata in spiaggia (ancora non mi ero convinta di portarmi l’e-reader) e non avevo più nulla da leggere quindi, sconsolata, sono andata a bere un caffè allo chalet in riva al mare. Non avevo mai notato una piccola mensola con sopra qualche libro offerto dalla direzione per i clienti.
Libri=Calamita,
quindi ho accantonato l’idea del caffè e sono andata verso la mensola, delusa subito dal fatto che li avevo già letti tutti! Tutti tranne uno, un libro di Camilleri. Che fare?? Il primo impulso è stato di lasciarlo perdere, poi però la mia sete di lettura ha prevalso e l’ho preso.
Era Il nipote del Negus, la storia romanzata del principe Grhane Sollassié Mbassa, appunto il nipote del Negus, che nel 1929 si iscrive alla Scuola Mineraria di Vigàta e si mostra come un uomo capace d’ingannare, di prendere in giro tutti, ogni suo desiderio è un ordine, tanto è il governo etiopico che paga, mentre lui sperpera denaro e si gode la vita.
Nonostante ciò nessuno avrebbe mai previsto l’imprevedibile e cioè che Mussolini in persona potesse chiedere al nipote del Negus di scrivere una lettera allo zio in cui si esaltasse il fascismo, in modo da migliorare i rapporti tra Italia ed Etiopia.
È stata una vera sorpresa, mi è piaciuta molto la storia e ho scoperto la scrittura del maestro Camilleri.
In effetti non mi sono ancora convinta a leggere i libri di Montalbano, beata testardaggine.

Rekla: Nel lontano 1996 un amico mi regalò Rapiti! di John E. Mack: libro a prima vista interessante ma che si è rivelato invece impressionante già dopo le prime pagine, e questo detto da una lettrice che adora i libri di Stephen King, di Lovecraft e di Clive Barker!
Lo scrittore, psichiatra, avvalendosi dell’ipnosi ha raccolto quasi 100 casi di persone che hanno avuto incontri con gli alieni e si è convinto che le testimonianze analizzate non erano sogni o allucinazioni, bensì esperienze drammaticamente reali.
Forse è stato proprio il fatto che lo scrittore sia uno studioso esperto in ipnosi e che il libro non sia un romanzo ma siano storie vere che quelle persone non sapevano consapevolmente di aver vissuto ad avermi terrorizzato.
Ora, questo libro ha per me un doppio primato: ha scatenato la mia insonnia cronica ed è l’unico libro che non sono riuscita a finire in tutta la mia vita di lettrice compulsiva.
È sempre lì, che mi guarda dalla libreria con la sua copertina nera con la scritta in oro, che mi occhieggia e schernisce ma io non cedo ancora.
Fatevi un favore: non leggetelo… ma se lo farete, non raccontatemi nulla!!

Chiara: E qua non posso proprio non citare Jennifer L. Armentrout! Soprattutto perché ho da poco finito di leggere un suo libro (Il problema è che ti amo, a breve arriverà la recensione) e ho realizzato una cosa: è il tipo di scrittrice che io preferisco. Sono esigente come lettrice, la storia d’amore mi piace, tutte le storie mi piacciono, ma ci deve essere un valore aggiunto, che cambia da libro a libro, non è mai uguale, ma deve esserci per riuscire a soddisfarmi appieno. Lei ci riesce. Sempre. Sia nel fantasy – che sì, se vogliamo sono sul leggero -, sia per i romance in cui la storia d’amore è bellissima, per carità, ma non priva di ostacoli, e non parlo di quelli classici come il fidanzato di troppo o altro; no, parlo del fatto che in ogni libro romance (però non li ho letti tutti) lei inserisce una tematica importante, molto importante, e la tratta bene, non con superficialità o abbozzandola. Nello specifico, l’ultimo che ho letto tratta dell’affidamento, le case famiglia e gli abusi, oltre ad altre cose. Sì, una delle autrici che ammiro di più e tra le cui pagine mi rifugio quando ho bisogno di soddisfare la sete da letture “forti”, oltre che quando mi ritrovo con il blocco del lettore!

Rekla: Ammetto di avere un animo romantic-dark, insomma la mia anima è un po’ viola e un po’ nera, non mi vedrete mai colorare cuoricini col pennarello rosa.
Non disdegno affatto però leggere romanzi d’amore, per questo ero emozionata quando ho iniziato a leggere Le parole che non ti ho detto, mio primo romanzo di Nicholas Sparks.
La trama la conoscete sicuramente tutte: durante una vacanza, Theresa, un’affascinante giornalista in carriera, trova su una spiaggia una bottiglia che contiene una lettera: sono le strazianti parole di un uomo, Garrett, che ha perso la donna amata. Un messaggio che turba e commuove Theresa fino a spingerla a cercare chi lo ha scritto. Per una serie di coincidenze, il suo desiderio si avvera: lei e Garrett si incontrano e tra loro sboccia una passione travolgente. Che tuttavia non è al riparo dalle tempeste della vita.
La storia è molto romantica ed emozionante, la scrittura di Sparks vola leggera ed è coinvolgente ma… a poche pagine dalla fine sapete tutte cosa succede.

Non ho più letto un libro di Sparks da quel lontano 1998, se prima lui in persona non mi mette per iscritto che c’è il lieto fine!

Rekla: Un libro pieno di magia e serenità, che ricordo ancora con emozione e che rileggo ancora, è La maga delle spezie di Chitra B. Divakaruni.
È la storia di Tilo, una vecchia signora indiana che è la maga delle spezie, in una botteguccia di Oakland, California, che con le sue mani nodose sfiora polveri e semi, foglie e bacche, alla ricerca del sapore più squisito o del sortilegio più sottile.
La sua storia inizia in uno sperduto villaggio indiano dove la rapiscono i pirati, attratti dai suoi arcani e misteriosi poteri, per portarla su un’isola stregata e meravigliosa. Lì Tilo apprende la magia delle spezie che in America le permetterà di aiutare chi, come lei, si è lasciato l’India alle spalle.
Nella Bottega della Maga, dunque, sfilano vite e desideri, fatiche e speranze d’immigrati, e le spezie, con i loro mille, minuscoli occhi, scrutano ogni gesto della loro signora.
È una storia delicata di magia che mi ha portato nel cuore dell’India tra mille spezie e profumi, tra misteri e credenze, sui suoni di dolci danze tradizionali, e mi ha rasserenato l’animo.

 

Rekla: Io adoro da sempre Stephen King e ricordo perfettamente quando è stato pubblicato Cell: era la fine di marzo del 2006.
Cell è la storia di un misterioso segnale elettronico, di origine sconosciuta, che viene diramato attraverso i telefoni cellulari di tutto il mondo e che penetrando nella mente degli utenti ha l’effetto di devastare, in un solo istante, l’intero raziocinio e di ridurre larga parte della popolazione della Terra in condizioni animalesche, vittima di istinti primordiali.
Lo ricordo bene perché la mia gravidanza era agli sgoccioli, e proprio il giorno del ricovero entrando in un supermercato per le ultime cose necessarie non ho resistito e l’ho comprato: ero l’unica in reparto a non avere un manuale per le mamme sul comodino!
Credo sia stata colpa della stanchezza da neo-mamma, ma mi è venuta un’ansia pazzesca: saltavo ogni volta che sentivo un telefono squillare, e guardavo preoccupata i miei amici e parenti in visita quando rispondevano al cellulare.
Mai mi era capitato di “vivere” un libro in questo modo.

E con quest’ultima domanda, miei cari readers, abbiamo concluso questo booktag! Spero ce ne saranno altri in arrivo molto presto, perché secondo me sono divertenti e danno lo spunto per parlare di libri in maniera diversa delle solite recensioni!
Noi di Libri & Segreti tagghiamo il blog Il club delle lettrici compulsive!
Pronti per leggere le loro risposte?
Ma soprattutto, vi sono piaciute le nostre? Fatecelo sapere con un commento!

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